Sul perché amo leggere le newsletter
#15 Se le newsletter che leggo fossero cartacee avrei una buca delle lettere sempre strapiena 📫
Sei su The Jumble Stories, la newsletter in cui parlerò di tutto quello che non sapevi di volere sapere secondo il guazzabuglio di idee che mi passa per la testa.
Bonjour!
Come va? Tutto bene? Siete tra quelli che piangono d’allergia con l’arrivo della primavera?
Lisa, I feel you.
Bando alle ciance, passiamo al topic di oggi, topic che riguarda un argomento che mi sta molto a cuore: le newsletter.
Dovete sapere che, fino a qualche tempo, fa le newsletter erano per me una croce: ogni volta che trovavo una mail di questo genere in posta il mio unico desiderio era arrivare al tasto UNSUBSCRIBE il più velocemente possibile.
Oggi, però, la situazione è diversa. Oggi vivo le newsletter con gioia, come un momento in cui so che leggerò qualcosa di piacevole, nuovo, interessante.
So che leggerò un contenuto di qualità, insomma, che magari potrà anche migliorare la mia giornata.
Ma allora cos’è cambiato nel mio rapporto con le newsletter?
Sicuramente la percezione: non vedo più queste mail come spam ma come un contenuto che ho cercato io volontariamente e che so potrà darmi qualcosa di buono.
Aggiungo poi che è in qualche modo cambiato il lavoro che porta alle newsletter: ormai non solo le aziende ma anche le singole personalità sono consapevoli di quanto sia importante questo strumento nel processo di fidelizzazione.
La parola d’ordine è: intrattenere con contenuti di qualità.
(Attenzione: con questo voglio dire semplicemente che oggi si tende ad alzare sempre di più l’asticella, non criticare la qualità delle newsletter del passato.)
Insomma, posso dire - con sincerità e un po’ di stupore - di essere iscritta ad almeno 5-6 newsletter differenti e, quando posso, le leggo tutte con entusiasmo e piacere.
Ricevere una newsletter per me ormai è come ricevere una lettera da un vecchio amico che mi aggiorna su argomenti di comune interesse.
Per lo stesso motivo ho dato vita alla mia newsletter personale - e GRAZIE perché la leggete -: per condividere e lasciarvi qualcosa.
È uno scopo che avevo ben chiaro quando dovevo spiegare cosa fosse The Jumble Stories:
Condividere.
Condividere per lasciarvi qualcosa su cui riflettere, che possa interessarvi e magari emozionarvi senza rubarvi troppo tempo.
Condividere per ispirare nuovi punti di vista, piantare qualche seme nuovo - e magari ricevere anche ispirazione da parte vostra -.
Ordunque.
Se state cercando nuove newsletter vi segnalo un mio articolo in merito scritto per GRLS.
Vi lascio qui anche altri link:
Colonne, de Il Post, perfetta per essere aggiornati su tutto quello che succede a Milano;
Digital Journalism di Francesco Oggiano per contenuti interessanti di ogni genere;
Zio di Vincenzo Marino, per sapere come comunicare con gli under 18.
E per oggi è tutto.
A presto 👋 (E come sempre se volete offrirmi un caffé: ⬇️)
GET A GLIMPSE
CURRENTLY READING:
Durian Sukegawa - Le ricette della signora Tokue
TIPS:
Se siete appassionati di Royal Family vi consiglio questo bell’articolo.
Se non vi interessano le newsletter ma siete in cerca di qualcosa da leggere, possibilmente anche cartaceo, vi segnalo APRI, un progetto di racconti per corrispondenza che sarebbe perfetto anche come regalo per qualcuno (non ringraziatemi per questi preziosi consigli, però vi ricordo che accetto volentieri il caffè 😎)
Io sono Paola, vengo dalla Sicilia e divido il mio tempo tra le attività di Social Media Manager, Content Creator, Insegnante e Scrittrice all’occorrenza.
Vuoi scambiare quattro chiacchiere o sviluppare una collaborazione? Mi trovi su Instagram o puoi trovare maggiori info su di me qui.
Dietro il progetto The Jumble ci sono tre fattori: passione, impegno e una Procaffeinating Tendency. Se ti va puoi offrirmi un caffè virtuale qui ☕